11 novembre 2013

Sentenza 576/2012 Corte d'Appello di Bari: canoni di legittimazione dovuti

La Corte d'Appello di Bari, con sentenza 576 dell'08/05/2012 ha rigettato il ricorso contro il pagamento di canoni di natura enfiteutica imposti con ordinanza di legittimazione nel Comune di Apricena (Fg), confermando la Sentenza di primo grado del Tribunale di Lucera - Sezione Distaccata di Apricena n. 161/2010.

L'appellante chiedeva l'estinzione del debito:
- per estinzione del diritto livellario ai sensi della legge n. 16 del 1974;
- perchè il Comune non poteva aumentare i canoni senza il rispetto della legge 607/1966 e della legge 1138/1970.

L'appellante eccepiva inoltre l'acquisto in piena proprietà del terre in oggetto per intervenuta usucapione.

Sunto del dispositivo:
L'appello è ammissibile, e infondato nel merito.

La Sentenza della Cassazione 2904/1962 ha chiarito quanto riportato sul glossario usi civici alla voce "Ricognizione del proprio diritto".

Circa la legge 16/1974 (oggi abrogata dalla legge 133/2008), "detta norma, non è applicabile ai Comuni concedenti, i quali non compaiono nella elencazione della norma, la quale, avendo carattere eccezionale, non può essere estesa oltre ai casi in essa espressi".

Circa la rivalutazione del canone di legittimazione, con le Sentenze della Corte Costituzionale 143/1997 - 406/1988 - 145/1973 viene meno il riferimento alla qualifica catastale del 1939, "né l'appellante può dolersi in questa sede in ordine alla procedura con la quale i canoni enfiteutici sono stati aumentati, atteso che, come ha osservato l'appellato, l'appellante non ha impugnato la delibera della Giunta Comunale n.... del ..., con cui è stato approvato l'elenco dei legittimari delle terre di uso civico, ed è stato, altresì, approvato l'aggiornamento del canone".

Circa l'usucapione, viste le Sentenze della Cassazione n. 323/1973 e 4231/1976, "in assenza di prova della interversio possessionis, l'appellante non può invocare l'acquisto per usucapione, né può fondatamente sostenere che il mancato pagamento dei canoni enfiteutici per lungo tempo abbia mutato il titolo del possesso".

L'appello va, quindi respinto. Le spese di questo grado seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo.

In definitiva, dopo l’Ordinanza del Tribunale di Potenza del 29/03/2007, l’Ordinanza del Tribunale di Matera del 30/09/2008 (con cui sono state rigettate le istanze di sospensione degli avvisi di pagamento e delle ingiunzioni), l'Ordinanza del Tribunale di Melfi del 13/11/2008, la Sentenza 161/2010 del Tribunale di Lucera, anche la Sentenza 576/2012 della Corte d'Appello di Bari ha confermato il diritto imprescrittibile della collettività di esigere, dai legittimatari di terre civiche, un giusto ed equo canone di legittimazione, condannando alle spese e sottolineando che, circa l'entità del canone,  andava impugnata la delibera con cui è stato approvato.

Si informa che copia integrale della sentenza 576 dell'08/05/2012 è disponibile presso la Corte d'Appello di Bari e che, dietro semplice richiesta all’indirizzo email demaniocivico@gmail.com, verrà spedita a tutti coloro che vorranno esaminare i dettagli del dispositivo. Si consiglia a tutti di leggerla attentamente in quanto chiarisce definitivamente la questione.





25 ottobre 2013

Basilicata fanalino di coda nella gestione dei demani civici?

Mentre in altre regioni si è avanti con la gestione dei demani civici, in Basilicata, dopo l'entrata in vigore della Legge Regionale 57/2000 si è ancora fermi nelle operazioni iniziali di inventariazione e sistemazione demaniale.

A dire il vero le competenze in materia di Usi Civici erano passate alla Regione Basilicata con il DPR 616 del lontanissimo 1977; mentre altre regioni hanno legiferato nel giro di poco tempo (come la Campania con la Legge Regionale 11 del 1981), in Basilicata ci sono voluti "solo" 23 anni per affrontare concretamente la tematica con la Legge Regionale n. 57/2000.

Le lungaggini sono però continuate: la dice lunga l'art. 2 della LR 57/2000 che, prima di essere modificata dalla LR 25/2002, prevedeva che entro 6 mesi si sarebbero dovuti volturare i terreni civici a nome delle popolazioni residenti. 

Con la nuova LR 25/2002 si è deciso di volturare tali demani civici entro 6 mesi dalla chiusura delle operazioni di accertamento, verifica e sistemazione demaniale.

Dal 2000 sono passati 13 anni e queste operazioni sono ancora in alto mare.

In altre realtà più evolute si è da tempo completata l'inventariazione e la sistemazione dei demani comunali civici, e si procede speditamente nel gestire e valorizzare le enormi potenzialità di tali beni, anche con la costituzione di Amministrazioni Separate dei Beni di Uso Civico; tali ASBUC garantiscono una gestione più attenta e puntuale rispetto al lavoro che attualmente svolgono le Amministrazioni Comunali che, prese da tante altre emergenze, tralasciano questo patrimonio dall'enorme valore potenziale pari a circa 250 mila ettari nella sola Basilicata, cioè 1/4 dell'intero territorio regionale.

Sall'homepage dell'ASBUC di Migliarino Pisano (Pi) si può leggere: "Il compito dell’A.S.B.U.C. (Amministrazione Separata Beni Uso Civico) è quello di gestire e valorizzare le potenzialità dei beni di uso civico come proprietà collettiva indivisibile, inalienabile, inusucapibile, inespropriabile, regolamentandone l’accesso e la fruizione nell'interesse collettivo di tutti gli aventi diritto, garantendo a quest’ultimi condizioni di equità."

Ad esempio, domenica 27 Ottobre si vota a Grosseto per il rinnovo dei Comitati per l'Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico (A.S.B.U.C.) di due frazioni.

Quando tutto questo avverrà in Basilicata? Il Coordinamento lucano della Consulta Naz. della Proprietà Collettiva si attiverà per sensibilizzare gli Uffici Regionali competenti affinché le operazioni di inventariazione e sistemazione demaniale procedino speditamente, al fine di avviare la tanto agognata gestione e valorizzazione dei demani civici comunali, con positive ricadute occupazionali, sviluppo economico delle realtà locali e incremento dell'agricoltura (biologico, ecovillaggio, filiera corta, ecc.).

24 ottobre 2013

CONVEGNO TRENTO 14-15 Novembre 2013: 19^ Riunione scientifica

Tema: Assetto fondiario collettivo: struttura e performances di una entità complessa - non studio del passato ma mediazione tra presente e passato in vista del futuro.

Data: giovedì 14 e venerdì 15 Novembre 2013.

Luogo: Sala conferenze - Dipartimento di Economia e management - Via Rosmini, 44 - Trento.

La riunione
Invito e progrmma dei lavori




21 ottobre 2013

20 settembre 2013

IV Festa regionale della Proprietà collettiva - San Gervasio di Carlino (Ud) - 28/29 settembre 2013

Si terrà il 28 e 29 settembre 2013 la IV Festa regionale della Proprietà collettiva a San Gervasio di Carlino (Ud), organizzata dal Coordinamento regionale Proprietà collettiva Friuli-V. G.

In occasione della “Festa del Perdon” di San Gervasio, l’Amministrazione Beni civici e il Coordinamento della Proprietà collettiva in Friuli-V. G. organizzano la Festa regionale della Proprietà collettiva.

La IV edizione dell’appuntamento sarà aperta dal convegno “Una gestione «collettiva» per i Boschi di pianura”, in programma sabato 28 settembre, presso il Centro sociale-Latteria di Carlino, alle ore 17.00.

Il convegno e le manifestazioni promosse dalla Comunità di San Gervasio, domenica 29, saranno un’occasione d’incontro e di confronto, di dibattito e di festa.

Si rifletterà, in particolare, sui Beni civici della pianura e sulle prospettive socio-economiche e turistiche, culturali, didattiche ed ecologiche di una gestione moderna e comunitaria delle risorse collettive, nella Bassa friulana.

Per far conoscere il “Sistema delle Proprietà collettive”, i suoi prodotti e i suoi progetti, sarà allestita la III “Mostra-mercato dei Beni civici”. Le realtà già attive e quelle in via di costituzione si confronteranno fra loro e s’incontreranno con il Forum regionale per i Beni comuni e l’Economia solidale, con Libera Terra, il Forum dell’Agricoltura sociale, “Aiab”, “MoVi” e altre esperienze di partecipazione e cittadinanza attiva.

Il Coordinamento regionale della Proprietà collettiva offre questa opportunità a tutte le Comunità della pianura e all’intera società regionale, consapevole del ruolo che i Beni civici rivestono nella progettazione e nella realizzazione di un modo nuovo e comunitario di fare economia, al servizio di uno sviluppo territoriale autentico e condiviso, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle generazioni future.

In collaborazione con:
Associazione ricreativa culturale “Sarvâs”
Associazione Comunità solidale “Anteas” - Progetto Nonos di Carlino
Parrocchia di San Tomaso Apostolo - Santi Gervasio e Protasio
Forum regionale per i Beni comuni e l’Economia solidale
Con il patrocinio di
Comune di Carlino
Comune di Castions di Strada
Comune di Muzzana del Turgnano
Comune di Palazzolo dello Stella
Comune di Porpetto
Comune di San Giorgio di Nogaro
Comune di Torviscosa
Consulta nazionale della Proprietà collettiva

Per informazioni: www.friul.net/vicinia.php - vicinia@friul.net

Convegno Sabato 28 settembre, ore 17.00 - Centro sociale - Latteria di Carlino
Una gestione «collettiva» per i Boschi di pianura

Saluti e introduzione
Diego Navarria _ Sindaco di Carlino
Gisberto Mian _ Presidente dell’Amministrazione Beni civici di San Gervasio
Luca Nazzi _ Presidente del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva

Prolusione
Un Patrimonio di Comunità unico e attivo in Piemonte: il “Bosco delle Sorti” della Partecipanza di Trino (Vercelli)
Relazione di Bruno Ferrarotti - Primo conservatore del Bosco delle Sorti
Saluti di Alessandro Portinaro - Sindaco di Trino

Tavola rotonda
I Beni civici a Carlino e San Gervasio e il loro regime giuridico
Intervento di Fabio Formentin - Vicepresidente del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva
La valorizzazione turistica e didattica
Intervento di Arnaldo Cristin - Presidente dell’Amministrazione Beni civici di Villanova (San Giorgio di Nogaro)
Le gestione dei Boschi di Muzzana: problemi e prospettive
Intervento di Denis Nardon - Rappresentante di Laboratorio Muzzana
La creazione di nuovi Boschi civici in pianura: i Prati delle Pars di Teglio (Ve)
Intervento di Gino Gobbo - Rappresentante dell’Associazione “Prati delle Pars”
Il Servizio regionale “Gestione forestale e produzione legnosa” nella Bassa
Intervento di Maria Cristina D’Orlando - Posizione organizzativa in selvicoltura e pianificazione delle risorse forestali della Regione Friuli-V. G.

Dibattito e conclusioni

Serata conviviale nel tendone
Parco civico di San Gervasio, ore 19.30
Benvenuto a tutti i partecipanti
Cena con i prodotti delle Comunità civiche regionali
Intrattenimento musicale con “Alvio & Elena” e animazione di Romeo Patatti “il balonîr cjargnel”
Presentazione dell’Annuario “Sarvâs 2013”
Consegna del Premio “Sussidiarietà orizzontale - I edizione”
Consegna della Dichiarazione della Proprietà collettiva
il costo della cena è di 20 euro

“Festa del Perdon” di San Gervasio - Domenica 29 settembre
Chiesa di Santa Maria ausiliatrice, ore 9.30
“Messa del Perdon di Sarvâs” con la benedizione dei prodotti dei Beni civici regionali, accompagnata dalla Corale San Vito di Marano Lagunare

Via della Vicinia, ore 10.45
Intitolazione della nuova strada
Saluto del Sindaco Diego Navarria
Discorso commemorativo dello storico Gianfranco Ellero
Intervento di pre’ Floriano Pellegrini del Libero Maso de I Coi (Zoldo Alto)

Parco civico di San Gervasio, ore 11.45
Rinfresco per tutti con i prodotti delle Comunità civiche regionali

Chiesa di Santa Maria ausiliatrice, ore 15.00
Processione accompagnata dalla Nuova Banda di Carlino

Parco civico di San Gervasio, ore 16.30
Pigiatura del “Vin dal Perdon di Sarvâs 2013”
Consegna degli alberi delle Foreste civiche per il Parco della Comunità di San Gervasio e intitolazione delle piante ai nuovi nati
Concerto del “Tamburaški Ansambel” del Circolo culturale sloveno “France Prešeren” di Boljunec/Bagnoli della Rosandra (Ts)
“Pastasciuttata” del Volontariato allietata dai “Magic One” - Associazione Culturale Musica Viva di Torviscosa (dalle ore 19.30)



21 agosto 2013

Convegno pubblico sui beni comuni - Pescocostanzo (Aq) - Giovedì 29 e venerdì 30 agosto 2013

Pascoli, boschi, beni comuni di Pescocostanzo
Regole e prospettive di una civiltà contadina di lunga durata

La nuova attenzione verso il Bosco di Sant’Antonio di Pescocostanzo, testimoniata in quest’ultimo biennio dal catalogo nazionale dei Paesaggi rurali storici e dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2012, ha di fatto aperto un terreno di dialogo tra l’istanza vitale di proteggere il patrimonio naturale e la concreta prospettiva di un’economia e di una civiltà agro-silvo-pastorale capace di governare quel patrimonio. Dalla riflessione sul valore persistente dei beni comuni e sulla forza delle storiche regole degli usi civici, possono emergere forme innovative di responsabilità delle comunità per la cura dei luoghi.

Pescocostanzo, Palazzo Fanzago, giovedì 29 e venerdì 30 agosto 2013
convegno pubblico organizzato dal Comune di Pescocostanzo con: Dipartimento di Gestione Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali dell’Università di Firenze; Fondazione Benetton Studi Ricerche; Società Geografica Italiana.

giovedì 29 agosto 
ore 10.45-13.15:
Pasquale Del Cimmuto, I propositi dell’amministrazione comunale
Mauro Agnoletti, Condizioni e prospettive dei paesaggi rurali storici
Franco Salvatori, La civiltà delle alte quote appenniniche
Francesco Sabatini, La realtà di Pescocostanzo: origine e stato di un sistema 
Comunicazioni dei ricercatori

ore 13.15-15: pausa 

ore 15-17:
Franco La Civita, Usi civici nelle esperienze abruzzesi
Fabrizio Marinelli, Beni comuni e usi civici
Domenico Luciani, Un luogo e una rinascita
Testimonianze di operatori locali

ore 17-17.15: pausa

ore 17.15-19.30:
Interventi di rappresentanti di: 
Parco Nazionale della Majella 
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo 
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali 
Regione Abruzzo
Discussione

venerdì 30 agosto
ore 9-11:
Ernesto Di Renzo, La sacralità del bosco nell’immaginario folclorico abruzzese 
Luigi Hermanin, Per la conservazione attiva del Bosco di Sant’Antonio
Arturo Sciullo, Produzioni agro-silvo-pastorali e abitudini alimentari delle comunità degli altopiani maggiori abruzzesi
Testimonianze di operatori locali

ore 11-11.15: pausa 

ore 11.15-13.15:
Elio Torlontano, Mondo contadino e prospettive turistiche
Massimo Pellegrini, Le opportunità, per gli agricoltori e allevatori, offerte dalla nuova pac e dai psr per la tutela della biodiversità centro-appenninica
Diego De Carolis, Poteri e strumenti di raccordo tra pianificazione del Parco e pianificazione comunale
Testimonianze di operatori locali

ore 13.15-15: pausa

ore 15-16.45:
Nunzio Marcelli, Considerazioni da un’esperienza
Aurelio Manzi, Il patrimonio naturale nell’economia e nella società di Pescocostanzo
Discussione generale

ore 16.45-17: pausa

ore 17-18:
Conclusioni 
Pasquale Del Cimmuto, Mauro Agnoletti e Domenico Luciani

Per informazioni:
Comune di Pescocostanzo, Assessorato al Turismo, tel. 0864.640004, 
e-mail turismo@comune.pescocostanzo.aq.it - www.comune.pescocostanzo.aq.it 


3 luglio 2013

Testo consigliato: ABUSI DEI PRIVATI SUI BENI PUBBLICI - Profili penalistici

Si segnala un interessante testo su "ABUSI DEI PRIVATI SUI BENI PUBBLICI - Profili penalistici" di Giulio Carano, edizione Maggio 2013 a cura dell'editore Exeo Edizioni: disamina dei profili penalistici conseguenti alle attività abusive dei privati sui beni pubblici, che il lettore troverà preceduta da una preliminare trattazione dell’annosa questione relativa ai beni pubblici, in cui viene trattato il regime codicistico attualmente vigente, ma anche tracciate le prospettive di riforma idonee a semplificare l’intricato mondo dei beni demaniali, beni del patrimonio indisponibile e beni del patrimonio disponibile.Ciò posto, l’opera esamina alcune delle più rilevanti fattispecie penali che possono essere integrate in danno dei beni pubblici, anche rinvenibili al di fuori del codice penale vigente. Si è quindi evidenziato come, per ragioni attinenti alla natura collettiva dei beni coinvolti, il legislatore abbia approntato una tutela tanto più decisa quanto più esposto all’abuso risulti il medesimo bene.

Nel Capitolo I, punto 9, vengono affrontati anche i diritti di uso civico su beni altrui (diritti reali della Pubblica Amministrazione)



Edizione: maggio 2013
autore: GIULIO CARANO, laureato in giurisprudenza
collana: PATRIMONIOpubblico, a cura di PAOLO LORO - numero in collana: 5
materia: demanio e patrimonio pubblico, diritto penale
tipologia: studi applicati 
formato: digitale pdf
codice prodotto: PL18
ISBN: 978-88-97916-63-5
prezzo: € 30,00 
editore: Exeo srl CF PI RI 03790770287 REA 337549 ROC 15200 DUNS 339162698 c.s.i.v. € 10.000,00, sede legale piazzetta Modin 12 35129 Padova sede operativa: via Dante Alighieri 6 int. 1 35028 Piove di Sacco PD. Luogo di elaborazione presso la sede operativa.

25 giugno 2013

29/06/2013 - Seminario di studio USI CIVICI a Rocca Imperiale (Cs)

Il 29/06/2013 dalle ore 9.30 presso il Castello Federiciano di Rocca Imperiale (Cs), si terrà il Seminario di studio su: “USI CIVICI: TRASCURATI FATTORI di SVILUPPO SOSTENIBILE e di PROMOZIONE e RIORDINO del territorio comunale, FONTI di RISORSE per i COMUNI e per le ECONOMIE LOCALI ed OCCASIONE di GESTIONE dei BENI COMUNI”.

Programma:
Ore 9,30: REGISTRAZIONE dei PARTECIPANTI

Ore 10,00 APERTURA dei LAVORI e SALUTI
Dott. Ferdinando Di LEO Sindaco del Comune di Rocca Imperiale
Arch. Mario FRANCHINO Consigliere Regione Calabria
Dott. Giuseppe CATERINI Presidente del Collegio Geometri della Provincia di Cosenza
Dott. Giuseppe CALABRETTA Dirigente Settore 1 – Dipartimento Agricoltura, Foreste e Forestazione Regione Calabria
Geom. Giovanni MARANGI Responsabile del II Settore del Comune di Rocca Imperiale

INTRODUCE e PRESIEDE
Ing. Rita Carolina LAURENZANO Sportello Usi Civici Comune di Rocca Imperiale - Consulente Usi Civici Enti Locali
“La Legge Regionale della Calabria sugli Usi Civici n° 18/2007: le competenze dell’Ente
Locale gestore dei diritti della collettività – profili tecnici ed operativi della norma”

INTERVENGONO
Prof.ssa Ada CAVAZZANI – Dipartimento Sociologia UNICAL
Dott. Giuseppe GAUDIO – INEA Sede Regionale per la Calabria
Dott. Tonino CARACCIOLO – Project Manager Regione Calabria

Ore 14,00 – Conclusioni


22 maggio 2013

Sentenza 26 marzo 2013, n. 1698, Consiglio di Stato: Le terre soggette ad usi civici e le procedure di evidenza pubblica


Usi civici: le terre appartenenti ai diritti civici risultano, di norma, incompatibili con l'attività edificatoria
1. La questione
Con la sentenza in commento il Consiglio di Stato affronta il tema dei beni di “uso civico”, delineandone la natura e le caratteristiche ed affermando la necessità dell'espletamento di una procedura di evidenza pubblica al fine di derogare all'inalienabilità e all'indisponibilità che li caratterizza. 
In particolare, il Collegio indica i vari passaggi che il Comune, quale ente rappresentante della collettività, e la Regione, quale organo di controllo e vigilanza, devono compiere affinché l'eliminazione del vincolo di destinazione gravante sul bene sia legittima. Interessante appare poi la ricostruzione svolta dal Consiglio in merito all'istituto del risarcimento del danno ex art. 30 c.p.a. e il rinvio alla disciplina di cui all'art. 2043 c.c. 

2. Il fatto
Con un Decreto del Dirigente della competente struttura la Regione Campania autorizzava la costruzione e l'esercizio di un impianto di aerogeneratori su una particella gravata dal vincolo di “uso civico”, subordinando l'autorizzazione stessa alla “positiva conclusione della procedura per il cambio di destinazione d'uso dell'area”. Tale procedura, però, non era andata a buon fine e la Giunta Regionale aveva deliberato di non accogliere la richiesta per il mancato esperimento di una procedura di evidenza pubblica per l'assegnazione dell'area. 
Le società interessate avevano, pertanto, proposto ricorso avverso detta delibera e, successivamente, avevano impugnato la sentenza di rigetto emanata dal competente T.A.R., lamentando l'erronea applicazione dei principi generali in materia di qualificazione di beni di uso civico e dei beni pubblici demaniali e chiedendo il risarcimento del danno subito.

3. L'iter argomentativo
Il Consiglio di Stato affronta la questione mettendo in luce le peculiarità dei beni di uso civico e, dopo aver delineato con chiarezza e linearità espositiva le norme da applicare al caso concreto, rigetta in toto l'appello, dichiarando infondati tutti i singoli motivi di censura. 

3.1. La definizione di “uso civico”
Il Collegio inizia il proprio iter argomentativo affermando che gli “usi civici” sono diritti reali di natura collettiva, volti ad assicurare un'utilità o un beneficio ai singoli appartenenti ad una collettività, disciplinati dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766 e dal regolamento di cui al R.D. n. 332/1928. 
L'art. 12 della legge del 1927 ha sancito l'inalienabilità e l'impossibilità di mutamento di destinazione di tali beni, salva la possibilità di richiedere l'autorizzazione (oggi di competenza delle Regioni) a derogare il vincolo. 
Alla luce di detta norma il Consiglio di Stato e la Suprema Corte concordano nel ritenere i beni di uso civico riconducibili al regime della demanialità.
Essi, infatti, rappresentano un diritto collettivo di natura reale, la cui ratio è quella di riservare alla pubblica utilità i benefici provenienti dalla terra, dai boschi e dalle acque sulle quali incombe il vincolo di destinazione. 
Invero, consentire lo svolgimento dell'attività edificatoria comporterebbe la “privatizzazione” a tempo indeterminato di un bene pubblico.
Il Consiglio di Stato sottolinea poi che il diritto collettivo di cui si tratta è esercitato in forma duale dal Comune, che amministra i beni di uso civico in quanto esponente della collettività, e dalla Regione, che svolge attività di diretta e indefettibile vigilanza per le attività di straordinaria amministrazione, tra le quali certamente rientra l'eliminazione del vincolo di destinazione.
Il Collegio precisa poi che dalla natura pubblica degli usi civici ex art. 12 legge 1766/1927 deriva la necessaria applicazione dei principi comunitari di concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e proporzionalità, nonché dei principi di trasparenza, pubblicità ed imparzialità. Ne consegue la doverosa applicazione dell'art. 12 della legge 241/1990, nonché la necessità del previo esperimento della procedura di evidenza pubblica.

3.2. La procedura per l'eliminazione del vincolo
Dopo aver evidenziato le caratteristiche dei beni di uso civico, la sentenza in esame delinea la procedura che il Comune e la Regione devono seguire, a norma di legge, al fine di poter legittimamente eliminare il vincolo di destinazione posto in favore della collettività.
Infatti, il Consiglio afferma che il Comune deve in primo luogo dare pubblica notizia della richiesta di deroga e, successivamente, pubblicare un avviso diretto ad altri operatori potenzialmente interessati contenente specificazioni circa i requisiti e gli elementi di ammissione, i criteri di valutazione delle eventuali richieste alternative, nonché le modalità per la valutazione delle diverse ipotesi. Invero, come era già stato affermato in primo grado e come sopra evidenziato, l'autorizzazione al mutamento di destinazione “...non può prescindere dal previo espletamento di una gara pubblica...” indetta dal Comune stesso.
Al termine della gara, il provvedimento contenente l'individuazione del beneficiario e la richiesta di deroga deve essere sottoposto al vaglio della Regione, il cui controllo rappresenta una “fase integrativa dell'efficacia”.
L'attività della Regione sarà finalizzata, in primo luogo, alla verifica della sussistenza dei presupposti per l'ammissibilità della richiesta di deroga, anche alla luce della legislazione regionale.
Dopo aver verificato l'an, la Regione dovrà compiere una valutazione circa l'utilità effettiva della diversa destinazione, che - ricordiamo - deve rappresentare un beneficio reale per la collettività; tale valutazione dovrà tenere in considerazione ogni elemento utile e non dovrà limitarsi ad un mero calcolo economico, bensì occorre che la nuova destinazione rappresenti davvero un beneficio presente e futuro per la generalità degli abitanti.
Infine, la Regione dovrà verificare il quomodo del procedimento, controllando che nello svolgimento della procedura di cui sopra il Comune abbia rispettato le norme di legge poste a garanzia del beneficiario e della collettività.
Se i controlli effettuati avranno esito positivo la Regione emanerà un decreto autorizzativo ex art. 41, R.D. 332/1928, altrimenti potrà legittimamente rifiutare l'autorizzazione; il caso di specie rientra certamente in quest'ultima ipotesi, poiché è stata ravvisata la mancanza della necessaria procedura
di evidenza pubblica. 

3.3. La verifica dei canoni paesaggistici e territoriali
Gli appellanti lamentavano poi violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, in quanto il Giudice di primo grado aveva sottolineato che in mancanza di un apposito piano paesaggistico regionale diretto a regolare la materia non sarebbe stato possibile alcuna modifica della destinazione d'uso del bene, a meno che non vi sia la preventiva autorizzazione ex art. 146 D.Lgs. n. 42 del 2004.
Il Consiglio ha però affermato che la precisazione compiuta dal T.A.R. non viola i principi processuali poiché “tutti i profili concernenti la verifica del rispetto degli indirizzi di assetto paesaggistico e territoriale...devono essere ricondotti nell'alveo dei ricordati poteri di controllo di cui all'art. 12 della L. n. 1766 cit.”.
Inoltre, è opportuno ricordare che lo stesso art. 12, D.Lgs. 387/2003, attuativo della direttiva comunitaria 2001/77/CE del 27 settembre 2001, specifica che, anche nella materia oggetto della sentenza in commento, l'autorizzazione al mutamento di destinazione è condizionata al rispetto delle normative vigenti a tutela del paesaggio. 
Pertanto, si deve ritenere che la disciplina posta dal D.Lgs. n. 42/2004 rappresenti una forma di salvaguardia aggiuntiva, e non sostitutiva, a tutela dei beni di pubblico interesse. Tale affermazione trova ulteriore conferma nella circostanza che l'art. 146, attraverso l'espresso riferimento ai terreni gravati da usi civici, ribadisce la funzione pubblica degli usi civici, in quanto utili alla conservazione dell'ambiente, bene costituzionalmente protetto.

3.4. Il risarcimento del danno
Appena un cenno meritano, infine, le considerazioni svolte dal Consiglio in merito alla richiesta di risarcimento del danno, avanzata dagli appellanti.
Interessante appare infatti la ricostruzione compiuta dal Collegio, il quale sostiene che l'art. 30 c.p.a., nel disciplinare la risarcibilità degli interessi legittimi, operi in realtà un rinvio all'art. 2043 c.c. e alla relativa disciplina. 
Alla luce di tale affermazione sarà risarcibile il danno cagionato dalla Pubblica Amministrazione solo in presenza dei requisiti civilistici della colpevolezza, del nesso di causalità e del danno ingiusto. Ne deriva che solo un provvedimento antigiuridico potrà comportare il risarcimento del danno, che dovrà, invece, escludersi ogni qualvolta il Giudice dichiari legittima l'azione amministrativa.

Fonte: link

21 maggio 2013

29/05/2013 - Workshop su "Le filiere corte nella nuova dinamica città/campagna"


Il 29 maggio 2013 si svolgerà a Roma, presso l'ISTITUTO NAZIONALE DI ECONOMIA AGRARIA (INEA), Via Nomentana n. 41, un workshop su "Le filiere corte nella nuova dinamica città/campagna" organizzato dal Cursa in collaborazione con l'INEA e la Rete rurale nazionale. 


L'incontro rappresenta un'occasione per presentare i primi risultati di un'indagine condotta dal CURSA nell'ambito di un progetto finanziato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali finalizzata all'analisi della sostenibilità economica, sociale e ambientale della filiera corta.

Si prega di far pervenire, per motivi organizzativi, conferma scritta per e-mail (giglio@inea.it) della partecipazione al Workshop entro il 27 maggio 2013.


Programma:

09.00 Welcome Coffee e Registrazione partecipanti
09.30 Intervento di apertura: Giuseppe Blasi, Capo dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale, Mipaaf
09.45 Introduzione al Workshop: Davide Marino, Cursa Università del Molise; Laura Aguglia, Inea
10.00 Le imprese agricole nelle Filiere Corte: la ricerca di un nuovo ruolo sociale, Luigi Mastronardi, Università del Molise; ne discute Tony De Amicis, Campagna Amica
10.30 Le innovazioni organizzative delle Filiere Corte; Silvia Innocenti, Università di Pisa; ne discute, Carlo Hausmann, Azienda Romana Mercati
11.00 I consumatori delle Filiere Corte: tratti comuni e specificità; Silvio Franco, Università della Tuscia; ne discute, Francesca Rocchi, Slow Food Lazio
11.30 Attori, temi, regole e specificità territoriali: verso una geografia del ruolo delle istituzioni nelle Filiere Corte; Aurora Cavallo, Cursa; ne discute, Paolo Gramiccia, Comune di Roma
12.00 Quali prospettive normative per lo sviluppo delle Filiere Corte in Italia; Benedetta De Pietro, Cursa; modera: Davide Marino
12.30 Conclusioni e introduzione al dibattito, Alessandro Monteleone, Rete Rurale Nazionale
13.30 Buffet




15 maggio 2013

31/05/2013 - Nono Convegno del Centro studi sulle proprietà collettive dell'Università degli studi dell'Aquila

Si svolgerà venerdì 31 maggio 2013 il IX Convegno annuale promosso dal Centro studi sulle proprietà collettive dell'Università degli studi dell'Aquila sul tema: "Guido Cervati e i diritti d'uso civico oggi".