23 giugno 2012

Incontro Guardea 16/06/2012 - Gli Usi Civici E La Rinascita Del Bene Comune

Si è svolto il 16/06/2012, presso il Dominio Collettivo di Guardea (Tr) il Convegno su "USI CIVICI: PROPRIETA' COLLETTIVA O BENE COMUNE?".


Guardea (TR) è un comune umbro di 1870 abitanti, ricco di uliveti, di campi di grano, di un’area naturalistica lacustre e di alberi di leccio, a cui si arriva dopo aver percorso negli ultimi chilometri una suggestiva strada panoramica che si affaccia sulla spianata del Tevere.

La cittadina si fregia dell’appellativo di Città del pane, è vicina ad Amelia e a Orvieto e, per almeno due particolari importanti, vicina anche ad Assisi.

San Francesco, infatti, vi dimorò a lungo presso una grotta del monastero romualdino di Santa Illuminata e, attualmente, sindaco di Guardea è Gianfranco Costa, anni fa primo cittadino di Assisi e fondatore del Centro Internazionale per la pace fra i popoli.

Proprio da Guardea, l’Umbria propone la rinascita del bene comune. Lo fa dando voce a un mondo forse poco conosciuto, ma portatore di interessanti valori. Si tratta delle proprietà collettive, antichi istituti risalenti al medioevo, chiamati, a seconda dei posti, domini collettivi, comunanze, università agrarie, ASBUC, partecipanti, consorzi dei possidenti; tutti enti di natura guridica privata, attivi e presenti nella vita economica, culturale e sociale dell’Italia specie della montagna, gestori di migliaia di ettari di territorio, erogatori di servizi primari e impegnati nel rispetto dell’equità economica fra generazioni. Un altro modo di possedere le risorse, non solo in mano a privati, ma ripartite fra tutti per assicurare a tutti sostegno e dignità.

Le proprietà collettive sono enti dotati di capacità di autonormazione, con beni indivisibili, non usucapibili e non vendibili se non dopo una specifica variazione della destinazione d’uso. Offrono legnatico, tartufi, pascolo, funghi e altri svariati servizi, culturali, di coesione sociale, turistici. Garantiscono presidi territoriali, sentieri da percorrere per conoscere l’ambiente, il mantenimento degli ecosistemi. Il tutto inserito in una logica che non segue l’economia di mercato finalizzata al profitto, ma l’offerta di benessere alle famiglie che della comunità fanno parte e che si estende, di riflesso, all’intera Nazione. 

In un convegno patrocinato dalla Regione dell'Umbria, dal Comune di Guardea e brillantemente organizzato dal Dominio Collettivo di Guardea presieduto da Stefano Muzi, si sono alternati gli interventi di Sandro Ciani responsabile della struttura Usi civici della Regione Umbria, di Mariella Carlotti docente di storia dell’arte, di Pietro Nervi professore di economia delle proprietà collettive all’Università di Trento, di Sauro Vitali presidente dell’Università agraria di Boschetto che ha promosso la battaglia a difesa del Rio Fergia contro lo sfruttamento della società di acque minerali Rocchetta, di Pietro Catalani, Commissario degli Usi civici per la Toscana, Umbria e Lazio, di Francesco Grohmann dirigente del servizio foreste ed economia montana della Regione Umbria, con la moderazione del giudice costituzionale Paolo Grossi.

Dalla platea una grossa partecipazione di amministratori e segretari delle proprietà collettive, giunti a Guardea per ascoltare e raccontare le loro esperienze, provenienti anche da fuori regione come il sindaco e il presidente ASBUC di Piazza al Serchio (Lucca) o come i rappresentanti dei demani civici della Sardegna.

Tanti comunisti, come li ha ripetutamente appellati Paolo Grossi riaffermando il primigenio senso del termine, insieme ai quali si augura che le proprietà collettive con la loro autonomia e con i loro principi “continuino a essere ricchezza per molto tempo, per voi e per i vostri figli”.

Tratto da Berenice



18 giugno 2012

Non si dismettono le comunità per fare cassa



Si è svolto il 9 giugno 2012 presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica, all’Unical, l’incontro sulle Terre comuni in Calabria, organizzato da un gruppo di cittadini che hanno dato vita all’omonimo Comitato. All’incontro hanno partecipato amministratori, esponenti di associazioni, giuristi, accademici.
Il tema del convegno è stato dettato dall’urgenza di rispondere in Calabria alla dissennata decisione governativa di fare cassa svendendo il patrimonio pubblico, comprese le terre demaniali di Comuni e Regioni.

Va da sé che il convegno calabrese s’inquadra in un contesto nazionale di difesa di quel che sopravvive dell’enorme proprietà collettiva, che caratterizzava il modo di produrre delle città rurali fino agli anni ’50 del secolo scorso.

I lavori del convegno sono partiti dalla ricostruzione storica degli usi civici in Calabria e dalla successiva definizione dalla legge del 1927 che prevedeva il censimento delle terre soggette, appunto, all’uso non proprietario delle terre coltivabili, a pascolo e dei boschi. Da quella lontana legge ad oggi, è andata avanti una pratica illegale di erosione del patrimonio comune, di privatizzazione e cementificazione dei suoli, spesso con la complicità inconsapevole degli stessi amministratori locali.

Questa mercificazione della terra si è accompagnata al venir meno di ogni sovranità alimentare ed energetica delle citta rurali calabresi, in specie quelle dell’osso. La conseguenza è stata la rottura del rapporto città campagna e quindi una profonda trasformazione dell’agricoltura tanto per l’aspetto economico che per quello sociale. Con la distruzione di relazioni umane che avevano garantito per secoli l’autonomia delle città rurali e la loro orgogliosa persistenza. In Calabria, questo processo di appropriazione e mercificazione delle terre comuni, ha comportato uno stravolgimento ancora più profondo del tessuto urbano, proprio perché nella nostra regione i così detti usi civici hanno un fondamento antico. Infatti, essi non sono stati inventati da un qualche diritto codificato o disposizione legislativa, ma sono nati già nel medioevo, come istituzionalizzazione dell’uso e della gestione dei territori attorno alla città, i contadi, da parte delle “Universitas”, che sono appunto comunità che hanno, per così dire, come ragione sociale la buona vita dei suoi membri. Fra l’altro, quasi sempre, dalle Universitas hanno origine i Comuni calabresi.

Sicché gli usi civici in Calabria andrebbero riguardati come ciò che è sopravvissuto all’opera di modernizzazione dello stato nazionale che ha sostituito il diritto proprietario della terra al suo uso, la legge alla regola, marginalizzando forme di vita inventate collettivamente dalle moltitudini.

L’ulteriore approfondimento di queste tematiche non può essere scisso dalla mobilitazione urgente contro la svendita che progetta il governo; ed una delle indicazioni finali del convegno è proprio quella di organizzare in tutta Italia una rete di resistenza alla privatizzazione del demanio agricolo, rete che potrebbe formarsi promuovendo ad esempio quel referendum proposto da Lucarelli.

Gli usi civici non sono oggi una sorta di romantica difesa di un passato contadino. Essi hanno una straordinaria attualità. Non è un caso, infatti, che chi oggi pone il tema dei beni comuni fa riferimento proprio agli usi civici come esempio concreto di questa pratica. Sono poi le pratiche, che proprio nella crisi, si vanno sempre diffondendo tanto in Italia che in Europa e in tutto l’Occidente.

Infatti, di fronte alla “crisi del sistema che mette in causa le variabili strutturali della crescita economica globale in quanto fattore di produzione di ricchezza” e la “crisi degli equilibri ambientali entro i quali si sono alimentati in sequenza storica la narrazione del progresso e di sviluppo fondate entrambe sulla crescita economica illimitata e la tecno scienza” non c’è che da ritrovare il rapporto con il territorio.

Allora oggi Terre comuni in Calabria riguarda non solo le terre demaniali ma significa la ‘riappropriazione’ del territorio da parte delle comunità che le abitano che ormai in niente incidono nelle decisioni prese da chi lo considera una sorta di spazio geometrico, funzionale unicamente all’estrazione di profitto piegando a esso la vita, la quotidianità, le necessità, i saperi e le passioni, degli individui e delle comunità.
Così il convegno ha dato voce alle associazioni, di tutta la regione, protagoniste di esperienze di lotte, talvolta di resistenza, tal’altra di costruzione di esperienze nuove di rapporto con il territorio.

Con la loro presenza e i loro interventi sindaci e amministratori locali hanno espresso il disagio di fronte alla funzione burocratica alla quale sono ridotti dall’autorità governativa. Di fronte alle scelte del governo gli amministratori locali possono rassegnarsi alla degradazione del loro ruolo o insieme alle comunità sperimentare nuove forme di partecipazione e democrazia come condizione necessaria di un rapporto diverso con i luoghi e le comunità. Da qui l’esigenza, emersa nel corso dell’incontro, di costruire, attraverso forme di democrazia diretta, uno Statuto dei luoghi che stabilisca una serie di principi comuni, condivisi fra le associazioni, gli abitanti e i sindaci disponibili, al fine di valorizzare e tutelare il patrimonio comune.

In chiusura di queste note sentiamo la necessità di ricordare Mario Alcaro, in duello con la morte proprio mentre si svolgevano i lavori del convegno. Al di là dei suoi meriti di studioso, qui, importa a noi sottolineare la sua opera di meridionalista pieno d’amore per la sua regione, che ha avuto la massima espressione nella redazione e direzione per oltre un quinquennio di Ora locale, la rivista che ha introdotto in Calabria il pensiero politico meridiano.

11 giugno 2012

Convegno su "USI CIVICI: PROPRIETA' COLLETTIVA O BENE COMUNE?"

Si terrà a Guardea (Tr), sabato 16/06/2012, alle ore 09.30 presso la Sala Civica del DOMINIO COLLETTIVO DI GUARDEA (Largo Mazzini, 5 - Guardea), il convegno sul tema "USI CIVICI: PROPRIETA' COLLETTIVA O BENE COMUNE?"


Con il patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Guardea, sotto la presidenza del prof. Paolo Grossi, saranno relatori il p.a. Sandro Ciani, la prof. Mariella Carlotti, il prof. Pietro Nervi. 

Sono previsti gli interventi di cav. Stefano Muzi, sig. Sauro Vitali, dr. Francesco Grohmann, dr. Pietro Catalani.







7 giugno 2012

Incontro 09/06/2012 su TERRE COMUNI IN CALABRIA c/o Università della Calabria

Si terrà Sabato 09/06/2012, presso l'Aula SSP1 dell'Università della Calabria - Arcavacata di Rende (Cs), di fronte ingresso Cubo 0B - Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica - Piazzale Autobus, dalle ore 09.00 alle ore 18.00, l'incontro-dibattito su TerreComuni in Calabria.


Programma di lavoro

Ore 9:00 Iscrizione partecipanti
Obiettivi dell’iniziativa Terrecomuni in Calabria
Comitato Promotore Terrecomuni

Relazioni introduttive
Pratiche di riappropriazione delle terre comuni da parte degli abitanti dei luoghi
Ada Cavazzani/Università della Calabria
Usi civici e terre demaniali in Calabria: stato dell’arte
Fabrizio Cosentino/Commissario regionale agli usi civici della Regione Calabria

Ore 11:00 Pausa

Ore 11:20 Esperienze di difesa e promozione del territorio

Ore 13:00-14:45 Pausa pranzo
Vi invitiamo a portare prodotti tipici della vostra zona per condividere un pranzo collettivo

Ore 15:00 Dibattito partecipativo su una “Carta del Territorio”
Temi in discussione:
- L’iniziativa Terrecomuni Calabria
- Buone prassi di uso delle terre comuni in Calabria: iniziative esistenti e possibilità per il futuro
- Beni comuni e le passioni del Comune
- Aspetti giuridici per la difesa delle terre comuni in Calabria


Ore 17:45 Conclusioni


Questo incontro intende essere un primo “esperimento di dialogo” tra i protagonisti già coinvolti nella discussione e nel sostegno dell’iniziativa Terrecomuni Calabria. In questo senso è un momento importantissimo di confronto e di costruzione comune degli obiettivi e dei passi futuri.

Il Comitato Promotore/Terrecomuni in Calabria
Contatti: terrecomunicalabria@gmail.com Tel. 340/3450014

6 giugno 2012

TUTELA DEMANIO CIVICO: ESEMPI PIU' O MENO VIRTUOSI

Segnalo vari link circa la tutela del demanio civico e delle proprietà collettive:

- Ad Austis (Nu), dopo un lungo contenzioso legale, l'amministrazione comunale si riprende dei terreni di uso civico recintati illegalmente da privati (per la notizia completa clicca qui).

- A Francavilla al Mare (Ch) un’indagine del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Chieti ha accertato un danno erariale di circa 1milione e 200mila euro per le casse comunali per canoni livellari/enfiteutici (o di natura enfiteutica) non incassati

E' obbligata la strada della Corte dei Conti che chiederà agli ex assessori di pagare di tasca loro per le “condotte abusive” che hanno prodotto il danno. Le indagini della GdF di Chieti, molto attiva contro gli sprechi della Pubblica amministrazione, avrebbero trovato traccia di comportamenti amministrativi che allungavano la riscossione del tributo fino a farlo cadere in prescrizione. Di qui il danno erariale (per la notizia completa clicca qui).

Il Sindaco ed otto assessori: sono questi gli amministratori di Francavilla al Mare che hanno firmato le delibere con le quali - secondo l’inchiesta della Gdf di Chieti - è stata agevolata la prescrizione dei canoni enfiteutici, cioè quegli affitti che debbono pagare i cittadini che posseggono terreni o case che anticamente erano di proprietà comunale e che non sono stati affrancati. Ora a questi nove segnalati la Corte dei conti potrebbe chiedere il danno erariale di 1,143 mln non riscossi dal Comune.

«Le delibere di Giunta hanno evidenziato precise responsabilità - secondo la GdF - rispetto alla volontà di non portare a compimento l’attività di accertamento e quindi di riscossione, in particolare per il 2005», anno per il quale – secondo gli accertamenti della Finanza – i dati erano ormai pronti.

Le delibere incriminate sono tre e secondo l’indagine dimostrerebbero la volontà di non far pagare i cittadini obbligati, essendo molto generiche le motivazioni del rinvio (per la notizia completa clicca qui). 

Di seguito un video con la spiegazione del Sindaco:


- A Gallo Matese (Ce) è stata sequestrata l'area di un erigendo parco eolico da realizzarsi su terreno demaniale gravato da usi civici in assenza del nulla osta della Regione Campania (per la notizia completa clicca qui)