5/15/2013

31/05/2013 - Nono Convegno del Centro studi sulle proprietà collettive dell'Università degli studi dell'Aquila

Si svolgerà venerdì 31 maggio 2013 il IX Convegno annuale promosso dal Centro studi sulle proprietà collettive dell'Università degli studi dell'Aquila sul tema: "Guido Cervati e i diritti d'uso civico oggi".


12/12/2012

CORTE DEI CONTI: CONDANNA PER DANNO ERARIALE - MANCATA RISCOSSIONE DEI CANONI DI OCCUPAZIONE SU TERRE CIVICHE

Con la Sentenza n. 1645 del 17/08/2010 della Corte dei Conti (Sez. Giurisp. Lazio) sono stati condannati i responsabili dell’Ufficio Urbanistica, per danno erariale, al risarcimento all’Ente comunale dei canoni di occupazione non incassati relativi all’arbitraria occupazione di terreciviche (così come definite nella Legge 1766/1927), in quanto, ai sensi del comma 6 dell’art. 107 del Decreto Legislativo n 267/2000, “i dirigenti sono direttamente responsabili, in via esclusiva, in relazione agli obiettivi dell'ente, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione”.
Tale sentenza conferma dei principi fondamentali:
  • sulle terre civiche è obbligatorio riscuotere il canone di occupazione ai sensi del Decreto Legislativo n. 446/1997 (Canone di occupazione spazi ed aree pubbliche), pur in presenza di un’istanza di alienazione in corso;
  • siccome gli usicivici sono imprescrittibili, l’Amministrazione comunale deve necessariamente esigere la corresponsione di una indennità risarcitoria per occupazione indebita nei confronti degli occupanti dei terreni demaniali di uso civico;
  • l’Amministrazione comunale deve richiedere l’indennizzo per il risarcimento di danni e/o l’indebito arricchimento da occupazione abusiva del terreno demaniale a tutela dell’intera comunità;
  • a carico degli occupanti di un’area demaniale ad uso civico vige l’obbligo di pagare una somma annua a titolo di ristoro, in attesa, anche, dell’esperimento delle eventuali procedure che possono portare al definitivo superamento del vincolo per il terreno in oggetto attraverso gli opportuni atti di legittimazione o di alienazione;
  • la condotta omissiva del Comune nell’agevolare l’azione reiterante dell’occupante nel non assolvere al pagamento del diritto di enfiteusi sul terreno è un comportamento non ascrivibile all’occupante per la mancanza di volontà di sottrarsi all’onere ma derivante dalle lacunose iniziative dell’Amministrazione comunale che non ha mai garantito la legalità del rapporto giuridico. Atteggiamento d’inerzia tenuto anche nell’attesa di stipulazione del contratto di cessione dei terreni;
  • stante l’obbligatorietà per gli amministratori dei Comuni a riscuotere i canoni di natura enfiteutica di cui alla legge n. 1766 del 1927 non concedendosi loro la facoltà di rinunciare alla loro riscossione, si imponeva e si impone tuttora la richiesta di un canone enfiteutico pur in presenza di una istanza di alienazione  n corso;
  • l’eventuale traslazione della proprietà dei terreni non giustificherebbe l’inerzia del Comune che avrebbe dovuto, anche in assenza di una perizia di stima, imporre all’occupante il pagamento di un’indennità annua come ristoro per la collettività per il bene sottratto od, in subordine, la concessione del diritto di superficie;
  • l’organo gestionale non può rimanere inerte, invocando le presunte omissioni dell’organo politico;
  • non è accettabile il richiamo alla non intervenuta prescrizione della pretesa creditoria, restando il danno rilevante ai fini dell’azione di responsabilità certo, attuale ed effettivo, anche se non definitivo;
  • se all’Ufficio non competeva la riscossione dei canoni certamente le dirigenti hanno omesso di comunicare ai competenti organi del Comune quanto risultava dagli accertamenti connessi all’attività svolta dall’Ufficio urbanistica. Si tratta dunque di un’omissione gravemente colposa dei doveri incombenti su chi rivestiva la carica di responsabile del settore urbanistica.

12/11/2012

Demanio civico di Portoscuso (Ci), un esempio di furto ai danni della collettività

Da Febbraio 2012 ci sono stati clamorosi sviluppi delle indagini penali condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari (dott. Daniele Caria) e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale riguardo un vero e proprio cumulo di nefandezze incentrate sulla progettata realizzazione di una centrale eolica sui 540 ettari di demanio civico di Portoscuso (Capo Altano-Guroneddu) da parte della Portovesme s.r.l., che ha già realizzato un’altra centrale eolica presso la zona industriale di Portovesme.

E’ stato arrestato il sindaco di Portoscuso e presidente del Consorzio industriale provinciale Adriano Puddu. Le accuse sono di corruzione, concussione, peculato, voto di scambio, ma sono indagati anche l’amministratore delegato della Portovesme s.r.l. Carlo Lolliri, diacono e Commendatore del cattolicissimo Ordine del S. Sepolcro, e l’assessore comunale ai servizi sociali Selena Galizia. 

Secondo le accuse della Procura della Repubblica di Cagliari – fatte proprie dal G.I.P. del Tribunale – vi sarebbe proprio un autentico sistema di potere deviato con al centro il presunto onnipotente Adriano Puddu. Soldi (tanti), potere, sesso, omicidi proposti, preti, avvocati, dirigenti industriali, imprenditori. Ora tutti fanno a gara nel non conoscere il sindaco Puddu, a iniziare da partiti (U.D.C., P.D., F.L.I., P.d.L.) e politici (a iniziare dal Presidente della Provincia di Carbonia-Iglesias Tore Cherchi). Qualcuno minaccia querele, tuoni e fulmini.

Ma tutto è imperniato sulla vicenda dell’illegittima alienazione dei terreni appartenenti al demanio civico portoscusese, su cui le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico avevano inoltrato specifico esposto (15 aprile 2011) alle amministrazioni pubbliche (in primo luogo proprio al Comune di Portoscuso) e alle magistrature competenti. Dall’Agenzia Argea era pervenuta conferma dell’assenza di autorizzazioni in proposito. Dal Comune di Portoscuso nessuna comunicazione in merito al richiesto recupero dei terreni al demanio civico previsto per legge.

Tali terreni costieri risultano ceduti, pressoché gratuitamente, dal Comune di Portoscuso al Consorzio sardo di sviluppo industriale nel 1963 per la realizzazione di una città del cinema che non vide mai la luce (condizione contrattuale secondo cui i terreni avrebbero dovuto esser restituiti). Nel 1972 avrebbe acquisito le aree la Sard Invest e successivamente la svizzera Bellosino a.g. avrebbe acquisito il controllo della società, a sua volta controllata dalla holding Glencore (sede legale in Lichtenstein), Società che controlla anche la Portovesme s.r.l. Inoltre, la società Sard Invest avrebbe venduto una piccola parte di quei terreni (5 ettari) ad alcuni amministratori comunali di Portoscuso. 

I diritti di uso civico sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.): “intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso” (art. 2 legge regionale n. 12/1994). 

Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato ad opere permanenti di interesse pubblico generale (art. 3 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.). I demani civici sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni).

Eppure il sindaco Puddu e la “sua” maggioranza hanno deliberato (aprile 2011) di richiedere la “sclassificazione”(rectius sdemanializzazione) dal regime demaniale civico ai sensi dell’art. 18 bis della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i., possibile tuttavia solo in presenza dei requisiti dell’alienazione prima della legge n. 431/1985, dell’utilizzo secondo la pianificazione urbanistica e, soprattutto, la perdita irreversibile della conformazione fisica o della destinazione funzionale a terreni agrari/boschivi/pascolativi. Condizione quest’ultima non esistente.

Poi gli sviluppi. E non sembra finita qui. 

Sembra solo la punta dell’iceberg, in una terra dove i fumi industriali hanno creato un clima oppiaceo che ammorba e addormenta le coscienze (quelle che esistono), dove i bambini non devono mangiare frutta e verdura locali e si nutrono di deficit cognitivi, i rifiuti industriali sono oggetto di traffici “sporchi” e lucrosi, il lavoro è una grazia feudale (elettorale), la crisi economico-sociale è devastante. I feudatari politici si trastullano con la promessa della caccia a febbraio, l’unica vera esigenza del Sardistàn, a sentire i latrati d’una minoranza corporativa armata e la compiacenza loro dimostrata.

Sembra tutto così penoso e molto probabilmente lo è. Ma questa volta non sembra finita qui.

11/20/2012

E' CORRETTO L'AGGIORNAMENTO DEI CANONI DI LEGITTIMAZIONE DA PARTE DEI COMUNI

Un altro importante parere si aggiunge alla schiera di sentenze e studi circa la corretta rivalutazione dei canoni di legittimazione di terre civiche ai sensi degli articoli 9 e 10 della Legge 1766/1927: secondo la Regione Campania (nota prot. 2012 del 17/10/2012 - richiesta di parere) "dalle considerazioni di diritto di cui alla suddetta decisione del Consiglio di Stato (Sez. quinta, n. 8940/09 reg. dec. del 20/10/2009, depositata il 29/12/2009) e della natura stessa dell'istituto della "legittimazione" non appare illogico desumere una sfera di attribuzioni in capo all'Ente locale (Comune) nell'applicazione del principio di adeguamento del canone nei limiti della ragionevolezza sancito dalla Corte Costituzionale con le richiamate pronunce (n. 406/1988 e 143/1997)".

Scarica il file completo del parere della Regione Campania prot. 2012/2012

Scarica la Sentenza del Consiglio di Stato sez. quinta, n. 8940/09 reg. dec. del 20/10/2009, depositata il 29/12/2009 (avvia la ricerca indicando il numero 8940 dell'anno 2009)

Scarica la Sentenza della Corte Costituzionale n. 406/1988

Scarica la Sentenza della Corte Costituzionale n. 143/1997


19^ riunione scientifica 2013 - Università di Trento

La 18^ Riunione scientifica tenutasi in seduta plenaria nei giorni di giovedì 15 e venerdì 16 novembre 2012 presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Trento, organizzata dal Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive, si è conclusa rimandando l'appuntamento al prossimo anno per la 19^ riunione scientifica sul tema "ASSETTO FONDIARIO COLLETTIVO: STRUTTURA E PERFORMANCES DI UNA ENTITA' COMPLESSA - non studio del passato, ma mediazione tra presente e passato in vista del futuro"



11/05/2012

18^ riunione scientifica - 15/16-11-2012 - Trento

La 18^ Riunione scientifica si svolgerà in seduta plenaria nei giorni di giovedì 15 e venerdì 16 novembre 2012, a Trento, nella Sala Conferenze della Facoltà di Economia (Università degli Studi di Trento), via Rosmini n. 44, sul tema: "Catturare l'anima dell’altro modo di possedere e farne viaggiare le idee - Promuovere la conoscenza e la comprensione degli assetti fondiari collettivi come responsabilità civica".

Con la convocazione della 18^ Riunione scientifica, il Centro studi e documentazione sui demani civici e le proprietà collettive si pone l'obiettivo di costituire una ulteriore occasione di incontro fra studiosi, ricercatori accademici, amministratori degli enti di gestione, testimoni ad alto livello, per approfondire i temi più attuali temi degli assetti fondiari collettivi.

In contrasto col sentire comune, che identifica la proprietà collettiva con un settore tradizionale e quindi poco innovativo, vi sono, invece, molte ragioni che ci inducono a ritenere altrimenti.

Giovandosi, allora, della collaborazione interdisciplinare, la Riunione si pone come sede di confronto, di dibattito e di approfondimento culturale per quanti identificano nella proprietà collettive un diverso modo di possedere (contrastando il forte pregiudizio ideologico contro la proprietà collettiva) ed un diverso modo di gestire (contrastando l'opinione ampiamente diffusa secondo cui la proprietà comune è fonte di inefficienza).

Il comitato scientifico
prof. Vincenzo Cerulli Irelli: professore di Diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi La Sapienza di Roma.

prof. Geremia Gios: professore di Economia dell'ambiente nella Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Trento.

prof. Paolo Grossi: professore di Storia del Diritto italiano nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Firenze

prof. Fabrizio Marinelli: professore di Istituzioni di diritto privato nella Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di L'Aquila.

prof. Franco Mastragostino: professore di Diritto regionale e degli enti locali nella Facoltà di Giurisprudenza degli Studi di Trento.

prof. Giorgio Pizziolo: professore di Analisi e pianificazione territoriale nella Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Firenze. 

Relatori e relazioni
Beni comuni e usi civici nel Lazio dei secoli XIV-XIX, di ORSOLA AMORE, ricercatore di Storia Medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia della "Sapienza" Università degli studi di Roma.

La terra: oggetto di possesso o bene comune?, di CARLO ALBERTO GRAZIANI, professore di Istituzioni di diritto privato nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Siena.

Verso una teoria generale delle comunità contrattuali: libertà, reciprocità, sussidiarietà, di STEFANO MORONI, professore di Land Use Ethics and the Law nel Politecnico di Milano.

Come praticare oggi, nella crisi, la 'Relazione Comunità-Luoghi', essenza dell'Uso Civico, del Bene Comune e condizione per la rinascita dei nostri paesaggi?, di GIORGIO PIZZIOLO, professore di Analisi e pianificazione territoriale nella Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Firenze.

Assetti fondiari collettivi e cultura giuridica. I valori delle proprietà collettive come fondamento di responsabilità civica e quali strumenti di risposta alle sfide contemporanee, di FABRIZIO POLITI, professore di Diritto costituzionale nella Facoltà di Economia dell'Università degli studi di L'Aquila.

Programma dei lavori 
Giovedì 15 novembre 2012
10.00/ 
15.00 Registrazione dei partecipanti

15.30 Indirizzi di saluto delle Autorità 
Presiede i lavori il prof. PAOLO GROSSI, giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana

15.45 
Relazione sul tema: La terra: oggetto di possesso o bene comune?, di CARLO ALBERTO GRAZIANI, professore di Istituzioni di diritto privato nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Siena.

17.00 
Relazione sul tema: Beni comuni e usi civici nel Lazio dei secoli XIV-XIX, di ORSOLA AMORE, ricercatore di Storia Medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia della "Sapienza" Università degli studi di Roma.

18.00 
Voci dalle Proprietà collettive :
L'Università di Boschetto Gaifana Colsantangelo e l'azione di tutela del patrimonio comune, di SAURO VITALI, presidente.
Il Comune di Asiago riconosce l'esistenza della Regola di Asiago e ne favorisce la ricostituzione, del dott. GIANCARLO BORTOLI, consigliere comunale relatore.

L'origine e l'esperienza della Vicinia Granda di Ville del Monte nel comune di Tenno (Trentino), di OSVALDO DONGILLI, presidente.

Programma dei lavori 
Venerdì 16 novembre 2012
I Sessione
Presiede i lavori il prof. GIAMPAOLO AZZONI, professore di Filosofia del diritto dell’Università degli studi di Pavia

9.30 
Relazione sul tema: Come praticare oggi, nella crisi, la 'Relazione Comunità-Luoghi', essenza dell'Uso Civico, del Bene Comune e condizione per la rinascita dei nostri paesaggi?, di GIORGIO PIZZIOLO, professore di Analisi e pianificazione territoriale nella Facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Firenze.

10.15 Comunicazioni e interventi

11.00 
Relazione sul tema: Verso una teoria generale delle comunità contrattuali: libertà, reciprocità, sussidiarietà, di STEFANO MORONI, professore di Land Use Ethics and the Law nel Politecnico di Milano.

11.45 Comunicazioni e interventi

II Sessione
Presiede i lavori il prof. ANDREA LEONARDI, professore di Storia economica nella Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Trento

15.00 
Relazione sul tema: Assetti fondiari collettivi e cultura giuridica. I valori delle proprietà collettive come fondamento di responsabilità civica e quali strumenti di risposta alle sfide contemporanee, di FABRIZIO POLITI, professore di Diritto costituzionale nella Facoltà di Economia dell'Università degli studi di L'Aquila.

16.00 Comunicazioni e interventi

17.30 
Interventi conclusivi, approvazione della mozione e chiusura dei lavori


Invito - Programma dei lavori - Scheda d'iscrizione


10/18/2012

Convegno USI CIVICI - 22/10/2012 - BERNALDA (MT)

Lunedi 22 Ottobre 2012 alle ore 16:00, presso la Sala Incontro in Via Cairoli - Bernalda, si è svolto il Convegno organizzato dal Comune di Bernalda in collaborazione con le Università di Bari e Basilicata, sul tema: Storia ed attualità degli usi civici, nel corso del convegno è stato presentato il primo numero della collana del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari “La Testa di Medusa. Storia ed attualità degli usi civici” a cura di Francesco Mastroberti.

Foto dell'incontro


Invito/locandina

9/07/2012

Convegno su Usi Civici - ASCEA (Sa) - 08/09/2012

Il Comune di Ascea (Sa) ha organizzato per il giorno 8 settembre 2012 un convegno sul tema:
Terreni Demaniali Gravati da Uso Civico,
l’Affrancazione delle Terre Legittimate.
8 settembre 2012 – ore 10.30
presso Fondazione Alario per Elea – Velia - Marina di Ascea
Programma:

Introduzione e Saluti:

Dr Mario RizzoSindaco di Ascea

Interventi:

Dott. Giuseppe BaldiAgronomo – Perito Istruttore Demaniale

Dott. Renato CaiolaDirigente Servizio Amministrativo Usi Civici Regione Campania
Dott. Angelo Raffaele De DominicisProcuratore Regionale della Corte dei Conti per il Lazio
Dott. Mario MianoAssessore per l’Agricoltura della Provincia di Salerno


Modererà l’incontro il geom. Biagio Merola, Assessore per gli Usi Civici 
del Comune di Ascea
Notizia completa su:  http://mutamenti.altervista.org/convegno-usi-civici/

Si riporta un estratto:

"Con delibera di Consiglio Comunale n 25/2011 è stato approvato il Regolamento per l’Esercizio degli Usi Civici e con delibera di Consiglio Comunale n. 04/2012 è stata approvata la rivalutazione dei canoni e la determinazione dei capitali di affranco sulle terre gravate da uso civico legittimate con ordinanze di legittimazione del 1932-1935-1963-1967 dal Commissariato agli Usi Civici della Campania e Molise. 

Il lavoro svolto tende a disciplinare le procedure per addivenire all’affrancazione dei canoni enfiteutici gravanti sui terreni legittimati, soggetti ad uso civico. 

Si intende pertanto assicurare criteri di trasparenza ed adeguate forme di pubblicità, perseguendo altresì l’obiettivo di accelerare i tempi e rendere più snelle le procedure di affrancazione nel rispetto della normativa vigente. 

Al fine di dare adeguata informazione alla cittadinanza, l’Amministrazione Comunale ha organizzato tale convegno per il giorno 8 settembre 2012".


Si riporta un estratto:
"Il provvedimento di legittimazione delle terre occupate senza titolo e non utilizzabili perché trasformate con opere stabili è discrezionale e deve essere motivato essenzialmente sullaconvenienza e soprattutto opportunità di sottrarre i beni alle popolazioni quando le esigenze di sviluppo produttivo prevalgono sui bisogni della collettività. La legittimazione è concessa su proposta e di intesa con la regione con un atto che è soggetto all’approvazione del Capo dello Stato. Nel provvedimento di legittimazione è stabilito un canone di natura enfiteutica il cui capitale corrisponde al valore del fondo diminuito delle migliorie ed aumentato degli interessi. L’affrancazione, se non è contestuale, può aver luogo con delibera comunale. L’art 52 del D. L.vo 446/97 impone ai Comuni di procedere alla riscossione, volontaria e coattiva, dei canoni di natura enfiteutica e , non è concessa agli amministratori degli enti locali la facoltà di rinunciare alla riscossione dei canoni, censi, livelli o altro del genere di cui siano titolari.
I beni in oggetto sono inalienabili e non usucapibili, mentre gli usi civici ivi risultanti sono imprescrittibili.
Il mancato pagamento del canone protrattosi per un periodo ventennale non comporta l’usucapione a favore dell’enfiteuta, ma solo la prescrizione quinquennale del debito per le annualità scadute.
Il ricavato dei proventi da capitale di affrancazione dei canoni per effetto di liquidazione di diritti, per legittimazione di occupazioni, per quotizzazione, dovrà affluire sulla contabilità speciale di tesoreria unica.
Le procedure di affrancazione di fondi, già appartenenti a Comuni o ad altre collettività, la cui occupazione da parte di soggetti abusivi è stata a suo tempo legittimata con l’imposizione di un canone enfiteutico.
Nel corso degli anni sono state numerose le domande di affranco inoltrate al Comune, per cui si rende necessario incaricare il Segretario Comunale, anche nelle more dell’aggiornamento completo delle ditte e della predisposizione dei ruoli pagamenti da parte dell’ufficio tributi di voler provvedere, su richiesta delle parti interessate, all’affranco dei canoni enfiteutici, previa corresponsione dei canoni maturati e non pagati e del relativo capitale di affranco.
Il convegno organizzato dal Comune di Ascea previsto per il giorno 8 settembre, alle ore 10.30, presso la Fondazione Alario per Elea-Velia, intende chiarire i termini di una vicenda così complessa quanto interessante e presentare le iniziative previste per la regolamentazione delle procedure di legittimazione poste in essere dall’Amministrazione Comunale. Gli interessati potranno così essere edotti sulle modalità da perseguire per addivenire alla risoluzione di un problema annoso per il quale è stata finalmente approntata una risoluzione."

7/23/2012

Presentazione del libro “Viaggio nell’Italia dei beni comuni”


Comunicato stampa che annuncia la presentazione ufficiale del volume Viaggio nell'Italia dei beni comuni, edito da Marotta & Cafiero.

L'opera propone alcune delle principali esperienze legate ai Beni comuni sviluppatesi in tutta Italia.

Tra le realtà esposte, ve ne sono due sviluppate in Friuli: Pesariis in Carnia, la cui Amministrazione Beni civici è presentata da Delio Strazzaboschi del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva (www.pesariis.it), e l'impegno della Comunità di Marano lagunare, illustrato dalla studiosa di Beni collettivi dell'Università friulana Nadia Carestiato, che è anche curatrice dell'edizione insieme a Paolo Cacciari e Daniela Passeri. 

 Un altro contributo regionale è quello di Lucia Piani, ricercatrice del Dipartimento di scienze umane dell'Ateneo udinese, che ha scritto un articolo su Le clarisse di Camposampiero: il monastero come esempio di gestione collettiva.

Dopo la presentazione di Napoli, il libro sarà ospitato dalla 3° Conferenza internazionale su decrescita,
sostenibilità ecologica ed equità sociale, in programma a Venezia dal 19 al 23 settembre. Nel corso dell'autunno sarà presentato anche in Friuli, a cura del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva.

LA VICìNIA
web: http://www.friul.net/vicinia.php
email: vicinia@friul.net
protezion e avignî des propietâts coletivis in Friûl e te provincie di Triest
zascita in razvoj skupnih posestev u Furlaniji in na Krasu
protezione e futuro delle proprietà collettive in Friuli e nella provincia di Trieste





7/06/2012

Convegno ROMA 13/07/2012 c/o INEA su "Proprietà collettive e usi civici tra tradizione e innovazione"

Si terrà Venerdi 13 Luglio 2012, presso la sede dell'INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) in Via Nomentana n. 41 - Roma, un seminario su "L’agricoltura a beneficio della collettività locale - Proprietà collettive e usi civici tra tradizione e innovazione"

L'inizio dei lavori è previsto per le ore 09.30.

Le forme di proprietà collettiva delle terre e il loro uso per finalità agrosilvo-pastorali hanno avuto particolare diffusione in passato ed oggi, a seguito di alcune proposte di utilizzo dei beni fondiari di proprietà pubblica, sono diventate oggetto di accese discussioni. 

Per alcuni terre collettive, usi civici, terre demaniali sono termini che indicano soltanto vecchie forme di proprietà e utilizzo della terra, che dovrebbero lasciare spazio a nuovi usi di tali beni a favore della collettività locale; per altri esse rappresentano un’opportunità per lo sviluppo di un’economia sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale e un’occasione per i giovani di intraprendere l’attività agricola.

La questione può essere analizzata, quindi, sotto diversi profili: quello del significato della proprietà collettiva e dell’esercizio del diritto di uso civico di terre demaniali e quello della loro finalità.

L’incontro ha l’obiettivo di approfondire la conoscenza di questi beni, sia dal punto di vista storico e giuridico, sia da quello dell’utilizzo attuale. Nella seconda parte della mattinata, associazioni, organizzazioni, imprese, cooperative agricole saranno invitate a presentare esperienze e proposte per gli usi civici e altre forme di proprietà collettiva.

Programma
9.30 Introduzione (Giarè, INEA)

10.00 Michele Filippini (Consulta nazionale proprietà collettiva), Proprietà collettive e dei dominii civici: storia, cultura, economia

10.30 Francesco Adornato (Università di Macerata), Beni comuni, proprietà collettive e politiche agricole

11.00 Giuseppe Gaudio (INEA), L’esperienza di Terrecomuni in Calabria

11.20 pausa caffè

11.40 Quale futuro per le proprietà collettive? Ne discutiamo con:
Università agraria di Allumiere,
Salvatore Stingo (Forum nazionale agricoltura sociale),
Giacomo Lepri (Società agricola Coraggio),
Antonio Carbone (ALPA),
Andrea Montresor (Federforeste),
Magnifica Comunità di Fiemme, Marta di Pierro (AIAB, presidio giovani agricoltori)
Paolo Ramundo (Co.br.ag.or)

13.30 Chiusura dei lavori

Segreteria organizzativa: Maria Giglio - giglio@inea.it - Tel. 06/47856405